Come 7 famiglie al Nord Italia hanno eliminato il gas con una sola macchina da 35 kW – caso studio per progettisti
Qualche settimana fa ero in Trentino, con le montagne alle spalle e una temperatura esterna tutt’altro che clemente. Sono andato a documentare un condominio di 7 appartamenti che ha chiuso i conti con i combustibili fossili grazie a una Pompa di Calore full electric da 35 kW.
Niente sistemi ibridi, niente “compromessi” con il gas come di norma viene proposto in tanti casi. Invece qui c’è ora una macchina sola, con SCOP 5.82 e una centrale termica progettata per durare decenni. Questa storia contiene spunti preziosi per chi progetta impianti per edifici plurifamiliari e vuole capire, con numeri reali e scelte tecniche concrete, come affrontare la conversione di un condominio.
INDICE:
- Perché questo condominio ha dovuto cambiare impianto
- L’anatomia della nuova centrale termica
- Il protocollo di progettazione: perché il dimensionamento conta più della macchina
- Il mercato spinge verso le taglie medie: i dati Assoclima 2025
- La silenziosità: un fattore progettuale spesso sottovalutato
- Cosa cambia per i progettisti: la Direttiva Case Green e il nuovo scenario
- Sigillo Sicuro Lab: la piattaforma per chi progetta grandi impianti
- Domande frequenti: Pompa di Calore per Condominio
- Per i progettisti: il prossimo passo
Perché questo condominio ha dovuto cambiare impianto
Il condominio aveva già due Pompe di Calore in cascata, installate nel 2017. Due macchine che, sulla carta, avrebbero dovuto collaborare per coprire il fabbisogno dell’intero edificio.
Il problema è emerso quando una delle due si è guastata. A quel punto, la macchina rimasta in funzione ha dovuto lavorare al massimo delle sue capacità per compensare l’assenza dell’altra. I consumi elettrici sono schizzati verso l’alto e la situazione è diventata insostenibile per i condomini, sia dal punto di vista economico che del comfort.
Ho chiesto a Lisandro, l’installatore partner Sigillo Sicuro che ha seguito il progetto, di raccontarmi cosa era successo. “Quando si è rotta una delle due macchine” – mi ha spiegato – “i condomini hanno iniziato a lamentare la mancanza di assistenza. Per noi la Pompa di Calore è il cuore del sistema, ma quello che le famiglie vogliono è un sistema di riscaldamento che funzioni, che sia economico e che dia la casa calda. Questo è l’assistenza per noi.”
C’erano due preventivi sul tavolo: il nostro e un altro. Il nostro costava di più. Eppure i condomini hanno scelto Sigillo Sicuro per la garanzia sull’assistenza e sui consumi.
Quando si parla di un edificio condominiale, la posta in gioco è troppo alta per mettersi a risparmiare sulla sicurezza del risultato.
Vuoi vedere il video completo del caso studio? Fai clic sul player qui sotto e alza il volume.
L’anatomia della nuova centrale termica
Entriamo nel cuore tecnico del progetto. La centrale termica è stata pensata con un criterio che, per chi conosce i condomini, vale oro: la ridondanza.
L’impianto prevede due puffer di acqua tecnica separati. Uno dedicato al riscaldamento e al raffrescamento, l’altro alla produzione di acqua calda sanitaria.

In un condominio, la produzione di acqua calda sanitaria deve garantire la sicurezza contro la legionella: per questo motivo l’acqua sanitaria viene prodotta tramite due scambiatori rapidi a piastre. L’acqua tecnica calda circola attraverso entrambi gli scambiatori, e l’acqua fredda proveniente dall’acquedotto esce già calda dopo il passaggio.
Perché due scambiatori e non uno solo? Perché in un contesto condominiale, se si guasta uno scambiatore, l’altro garantisce la continuità del servizio. Sono stati dimensionati in modo che la somma delle loro potenze copra il fabbisogno dell’edificio. Sembra un dettaglio, ma è proprio in questi dettagli che si gioca la differenza tra un impianto che regge nel tempo e uno che genera problemi.
Le tubazioni preesistenti sono state riutilizzate. Nessun pavimento è stato demolito, nessun appartamento è stato messo sottosopra. Questo è un punto che, per un progettista, vale la pena sottolineare: la conversione di un condominio alla Pompa di Calore non implica per forza cantieri invasivi.
Il protocollo di progettazione: perché il dimensionamento conta più della macchina
Secondo i dati ISTAT aggiornati al 2024, gli impianti di riscaldamento centralizzati riguardano il 15,4% delle famiglie italiane, con un picco del 30,1% nel Nord-Ovest (fonte: ISTAT, Report Dotazioni energetiche delle famiglie 2024). Parliamo di un bacino enorme di edifici che nei prossimi anni dovranno affrontare la transizione, soprattutto alla luce della Direttiva EPBD IV (“direttiva Case Green“), che dal 1° gennaio 2025 ha eliminato gli incentivi per le caldaie alimentate a combustibili fossili e punta all’eliminazione completa entro il 2040.
Ecco perché la fase di progettazione merita un’attenzione quasi maniacale.
Per questo condominio in Trentino, abbiamo seguito alla lettera il protocollo Sigillo Sicuro. Il primo passo è stato recuperare i dati della Legge 10 dell’edificio. Poi, in parallelo, abbiamo sviluppato una simulazione termotecnica indipendente per calcolare la taglia corretta della Pompa di Calore. Due opinioni di esperti indipendenti, messe a confronto. I numeri combaciavano, e questo ha confermato che una macchina da 35 kW era la scelta giusta per i 7 appartamenti.
Dalla simulazione si ricava il carico termico, si stima il consumo mese per mese, si elabora il preventivo. Poi si passa alla progettazione idraulica, a quella elettrica, all’installazione vera e propria, e infine al monitoraggio remoto – perché l’impianto va tarato e ottimizzato nel tempo, non abbandonato a sé stesso.
Il mercato spinge verso le taglie medie: i dati Assoclima 2025
Chi ancora pensa che le Pompe di Calore siano una soluzione esclusiva per le villette monofamiliari deve aggiornare il proprio quadro di riferimento. I dati della rilevazione Assoclima presentata a MCE 2026 parlano chiaro: nel 2025 le Pompe di Calore idroniche nella fascia 18-50 kW hanno registrato una crescita dell’11,6% a volume e del 10,8% a valore, mentre le taglie più piccole (sotto i 17 kW) hanno mostrato una contrazione (fonte: Assoclima via Industria e Formazione).
Quindi è chiaro: il mercato si sta spostando verso le applicazioni condominiali e terziarie, dove la progettazione gioca un ruolo decisivo. E a livello europeo il trend è confermato dall’EHPA: nel 2025 le vendite residenziali nei 16 Paesi monitorati hanno raggiunto 2,63 milioni di unità, in crescita dell’11% rispetto al 2024. E il PNIEC fissa l’obiettivo di 6,5 milioni di Pompe di Calore installate in Italia entro il 2030.
Per i progettisti, questi numeri significano una cosa sola: la domanda di impianti in Pompa di Calore per edifici plurifamiliari crescerà in modo strutturale nei prossimi anni. Chi si attrezza oggi sarà già pronto domani, quando il grosso delle domande arriverà.
La silenziosità: un fattore progettuale spesso sottovalutato
C’è un aspetto da non sottovalutare in un contesto di condominio. La macchina da 35 kW, in pieno funzionamento, è così silenziosa che si fatica a percepirla anche standoci accanto.
Per chi cerca la quiete in casa propria, il rumore è un tema delicato. Una Pompa di Calore mal scelta o mal installata può generare conflitti tra i condomini e con il vicinato, con conseguenze spiacevoli. Le macchine professionali che selezioniamo in Sigillo Sicuro vengono scelte proprio per questo: non basta che una Pompa di Calore sia efficiente, deve anche garantire livelli di emissione acustica ottimali e compatibili con il contesto residenziale.
Per un progettista, la scelta del posizionamento dell’unità esterna e la verifica dei requisiti acustici sono passaggi progettuali critici. Non si possono improvvisare.
Cosa cambia per i progettisti: la Direttiva Case Green e il nuovo scenario
Il contesto normativo sta accelerando. La Direttiva EPBD IV impone agli Stati membri di elaborare piani per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento, con obiettivo finale al 2040 (fonte: Rinnovabili.it). Dal 2025 le caldaie a combustibile fossile non beneficiano più di alcun incentivo statale. E il riscaldamento residenziale, secondo i dati ISPRA elaborati da Elemens per Legambiente e Kyoto Club, pesa per il 64% sulle emissioni di PM2,5 e per il 53% su quelle di PM10.
Per chi progetta impianti per condomini, scuole, RSA, uffici pubblici o grandi edifici commerciali, questo significa che la Pompa di Calore non è più un’opzione alternativa, ma la direttrice principale della progettazione impiantistica dei prossimi quindici anni.
Il problema, però, è che progettare un impianto in Pompa di Calore per un grande edificio richiede competenze specifiche, accesso a dati reali di monitoraggio, supporto tecnico dai costruttori delle macchine e la possibilità di confrontarsi con chi ha già affrontato cantieri simili. È proprio per colmare questo gap che ho creato Sigillo Sicuro Lab.
Sigillo Sicuro Lab: la piattaforma per chi progetta grandi impianti
Sigillo Sicuro Lab è una piattaforma operativa dedicata ai professionisti – ingegneri, architetti, termotecnici – che progettano impianti in Pompa di Calore per grandi edifici. Nasce dall’esperienza concreta di migliaia di installazioni monitorate e dalle richieste dirette dei progettisti che collaborano con la rete Sigillo Sicuro.
All’interno del Lab il progettista trova simulazioni basate su dati reali, consulenza diretta con i costruttori della Pompa di Calore, procedure collaudate e un confronto costante con chi ha già affrontato progetti complessi: da condomini come quello del Trentino a RSA, scuole, ospedali e uffici pubblici.
Quando ho iniziato la mia carriera da ingegnere, una risorsa del genere non esisteva. Oggi posso offrirla a chi, come me quindici anni fa, vuole portare la tecnologia della Pompa di Calore dove può generare il massimo impatto: nei grandi edifici che scaldano centinaia di persone ogni giorno.
Domande frequenti: Pompa di Calore per Condominio
Dipende dal fabbisogno termico dell’edificio, che va calcolato con una simulazione termotecnica basata sulla Legge 10 e sulle reali condizioni dell’involucro. Nel caso del condominio in Trentino, 7 appartamenti sono stati coperti da una singola macchina da 35 kW.
Sì, a patto che il dimensionamento sia corretto e che le temperature di mandata siano compatibili con i terminali esistenti. Le Pompe di Calore professionali producono acqua fino a 65-70°C, più che sufficienti per alimentare radiatori esistenti anche nelle giornate più fredde.
Non è detto. Nel caso del Trentino, nessun pavimento è stato toccato e le tubazioni esistenti sono state riutilizzate. La conversione dipende dalla configurazione dell’edificio, ma nella maggior parte dei casi è possibile intervenire sulla sola centrale termica.
Il Conto Termico 3.0, operativo dal febbraio 2026, ha ampliato la platea dei beneficiari e incentiva fino al 65% la sostituzione di vecchi impianti con Pompe di Calore. Si aggiungono l’Ecobonus e il Bonus Casa con aliquote ridefinite dalla Legge di Bilancio 2026.
Attraverso scambiatori rapidi a piastre, come nel caso del condominio in Trentino. L’acqua sanitaria non viene stoccata a temperature rischiose: viene prodotta al momento del prelievo tramite scambio termico con l’acqua tecnica del puffer.
Per i progettisti: il prossimo passo
Se lavori alla progettazione di impianti per edifici plurifamiliari o grandi strutture e vuoi accedere a una piattaforma che ti affianchi dalla fase concettuale fino al collaudo finale, Sigillo Sicuro Lab è stato creato per te.
Troverai dati reali, procedure testate, supporto tecnico diretto e la possibilità di confrontarti con una rete di professionisti che ogni giorno trasforma edifici in strutture 100% elettriche.
Ing. Samuele Trento
Fondatore della rete di installatori Sigillo Sicuro